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Chi Siamo

 

Il Fondo Pensione a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo (già Fondo Pensione Complementare per il Personale del Banco di Napoli) è finalizzato all’erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema previdenziale obbligatorio.

 

Il Fondo ha: 

 

·        durata illimitata;

·      come scopo esclusivo, l’erogazione a favore degli iscritti e dei beneficiari delle prestazioni previdenziali di trattamenti pensionistici complementari del sistema di base, secondo modalità previste dallo Statuto.

 

Il Fondo è stato istituito il 30 luglio 2001 in forma di fondazione in applicazione dell'accordo collettivo 27 luglio 2001.


Il 12 luglio 2016 sono stati perfezionati i trasferimenti collettivi dei comparti e delle posizioni della Sezione B (a contribuzione definita) del Fondo Pensione Complementare per il Personale del Banco di Napoli al Fondo Pensione a Contribuzione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo. Pertanto, a far data dal suddetto trasferimento, venuta meno la ripartizione nelle due Sezioni “A” e “B”, il Fondo è accentrato nella sola Sezione “A” (a prestazione definita). 

 

A seguito della sottoscrizione degli Accordi Sindacali delle Fonti Istitutive per la razionalizzazione della previdenza integrativa del Gruppo Intesa Sanpaolo, con effetto dal 27/11/2018 il Fondo ha cambiato la denominazione in “Fondo Pensione a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo” e la sede legale da Napoli a Torino, Piazza San Carlo n.156. 

 

Origine ed evoluzione

 

Fino al 1990 i lavoratori del Banco di Napoli godevano di un sistema previdenziale che sostituiva integralmente il regime dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) a carico dell’INPS, con regole dettate dagli Accordi aziendali fissati tempo per tempo nel “Regolamento” aziendale.

 

Con l’entrata in vigore della Legge n.318 del 30/7/1990 (Legge Amato) e del D.Lgs. n. 357 del 20/11/1990, a seguito dell’iscrizione all’Assicurazione Generale Obbligatoria di tutti i dipendenti in servizio e dei pensionati del Banco di Napoli, il sistema aziendale fu trasformato in “integrativo” delle prestazioni AGO.

 

Il regime integrativo del Banco di Napoli ha subìto modifiche nel decennio 1991- 2018 per effetto di numerosi interventi legislativi e dei conseguenti accordi aziendali.

 
In particolare, giova ricordare che, con l’entrata in vigore del D.Lgs. n.124 del 21/4/1993 e successive modificazioni ed integrazioni, il Banco di Napoli avviò gli adempimenti previsti per il regime “integrativo” e che fu regolarmente iscritto alla Sezione Speciale dell’Albo dei Fondi Pensione. L’accordo collettivo del 22/7/1996 stabilì l’istituzione della nuova forma di previdenza integrativa aziendale, determinando le modalità degli accantonamenti contributivi sia a favore dei dipendenti in servizio al 31/12/1990, quanto del personale assunto dopo tale data.

 

Al fine di salvaguardare nella loro totalità i diritti e le aspettative sia dei pensionati, sia del personale in servizio, ai sensi delle disposizioni di legge e delle normative aziendali, al Fondo furono conferite le risorse patrimoniali corrispondenti al valore delle poste contabili presenti nel bilancio del “Banco di Napoli” a seguito degli accantonamenti operati a seguito dell’Accordo del 22/7/1996 su citato.

 

L’accordo collettivo del 27/7/2001 dispose l’esternalizzazione del complessivo sistema previdenziale aziendale procedendo all’istituzione di un nuovo soggetto giuridico, il “Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Banco di Napoli”, dal 23/1/2009 “Fondo Pensione Complementare per il Personale del Banco di Napoli” e dal 27/11/2018 “Fondo Pensione a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo”.

 

A partire dal 2003, il Fondo è stato individuato come collettore di altre forme a “prestazione definita” nell’ambito del processo di riordino e razionalizzazione dei regimi previdenziali esistenti nel Gruppo Intesa Sanpaolo, con salvaguardia dei diritti degli iscritti (attivi e pensionati). A tal fine sono state conferite al “Fondo” - in sezioni virtualmente separate - le appostazioni patrimoniali presenti nei bilanci delle forme previdenziali preesistenti, per assicurare la piena copertura delle prestazioni integrative.

 

Attualmente sono appartenenti al Fondo pensionati provenienti da: Banco di Napoli, ex IMI, ex Banca Nazionale delle Comunicazioni, Banca Popolare dell’Adriatico, Cassa di Risparmio di Bologna, Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, Cassa di Risparmio di Gorizia, Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, Cassa di Risparmio di Venezia, Equiter (ex Finopi), Cassa di Risparmio di Firenze, Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Cassa di Risparmio di Città di Castello, Cassa di Risparmio di Foligno, Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondo F.I.A. (Fondo di integrazione delle prestazioni dell'INPS e dell'INPDAI), Mediocredito Lombardo, Cassa di Risparmio di Rieti, Cassa di Risparmio di Viterbo, Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (Cariplo), Cassa di Risparmio di Civitavecchia, Fondo API (Trattamento pensionistico complementare per i membri della Direzione Centrale della Banca Commerciale Italiana), Dexia Crediop (Fondo Pensione per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 settembre 1989), Banca Monte Parma (Fondo Pensione Complementare per il Personale della Banca Monte Parma), Cassa di Risparmio di Mirandola (Fondo di Previdenza Complementare delle Prestazioni INPS presso Cassa di Risparmio di Mirandola SpA), Cassa di Risparmio Carifac ex Carifabriano, Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell’Istituto Bancario Sanpaolo di Torino, Cassa di Previdenza del Personale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

 

Il Fondo assicura l’erogazione di trattamenti integrativi secondo le norme previste dai Regolamenti o specifici accordi.

 

Il Patrimonio del Fondo (distintamente per ciascuna platea) corrisponde alla sommatoria delle riserve matematiche riferite agli iscritti, ai pensionati ed agli aventi causa – come sopra definiti – stimate, ad un tasso di rendimento definito anno per anno, certificato da un primario studio attuariale secondo criteri di congruità. Il patrimonio viene adeguato annualmente in base ai rendimenti della gestione finanziaria ed agli eventuali versamenti effettuati dalle Aziende coobbligate, a tanto tenute. Confluiscono, altresì nel patrimonio delle specifiche “platee” i versamenti contributivi previsti – con specifiche finalità – dai relativi Regolamenti a carico degli iscritti attivi.

Fondo Pensione a Prestazione definita
del Gruppo Intesa Sanpaolo
Torino, Piazza San Carlo n.156


Iscrizione Albo Fondi Pensione n. 1638



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